Vai al contenuto

Ornithonyssus sylviarum, l’acaro del pollame del Nord: analisi e tecniche di disinfestazione

Immagine al microscopio di Ornithonyssus sylviarum, l'acaro del pollame del Nord.

Ornithonyssus sylviarum, noto come acaro settentrionale del pollame o acaro del pollame del Nord, è un acaro ematofago che infesta principalmente gli uccelli. Negli allevamenti avicoli, la sua presenza rappresenta un problema significativo: questo parassita infatti si nutre del sangue degli uccelli, causando anemia, irritazione cutanea e stress, che possono portare a una diminuzione della produzione di uova e a un generale peggioramento dello stato di salute degli animali.

È importante distinguere O. sylviarum da Dermanyssus gallinae, un altro acaro ematofago comune negli allevamenti avicoli. Mentre Dermanyssus gallinae è un ectoparassita notturno temporaneo che si nutre rapidamente durante la notte, O. sylviarum è un ectoparassita permanente che rimane sull’ospite sia di giorno che di notte.

Morfologia di Ornithonyssus sylviarum

O. sylviarum,  è un ectoparassita ematofago di piccole dimensioni, misurando tra 0,5 e 1 mm. Presenta un corpo ovale con otto zampe e una colorazione che varia dal bianco-grigiastro al rosso scuro dopo il pasto di sangue.

Il ciclo vitale di O. sylviarum comprende quattro stadi: uovo, larva, protoninfa, tritoninfa e adulto. Le larve emergono dalle uova e attraversano gli stadi ninfali prima di raggiungere la maturità. Ogni stadio presenta differenze morfologiche, in particolare nel numero di zampe: le larve hanno sei zampe, mentre le ninfe e gli adulti ne hanno otto.

Per aderire efficacemente all’ospite, O. sylviarum possiede adattamenti morfologici specifici, come artigli sulle zampe che facilitano l’ancoraggio alle piume e alla pelle degli uccelli.

Distribuzione geografica di questo acaro

O. sylviarum è ampiamente distribuito nelle aree temperate del mondo, inclusi Nord America, Europa e Asia. In Nord America, è stato segnalato su 72 specie di uccelli appartenenti a 26 famiglie. In Europa, la sua presenza è documentata in paesi come la Slovacchia, dove è comune tra vari taxa di uccelli in diversi habitat, dalle pianure alle zone alpine fino a 2.120 metri sul livello del mare. In Asia, sebbene sia considerato un problema trascurato, è stato identificato in paesi come la Cina.

O. sylviarum prospera sia in habitat naturali che antropizzati. Infesta uccelli selvatici e domestici, adattandosi a vari ambienti, inclusi pollai e aree urbane. La sua capacità di nascondersi in crepe, nidi di uccelli selvatici, attrezzature e roditori facilita la diffusione in ambienti antropizzati.

Ciclo vitale di questo insetto

O. sylviarum è un acaro che attraversa cinque fasi di sviluppo: uovo, larva, protoninfa, deutoninfa e adulto. In condizioni ottimali, l’intero ciclo vitale può essere completato in appena cinque giorni.

A differenza di altri acari, come Dermanyssus gallinae, O. sylviarum rimane sull’ospite per tutto il suo ciclo vitale, nutrendosi continuamente del suo sangue.

Alimentazione e comportamento

O. sylviarum è un ectoparassita ematofago, quindi un acaro che si nutre di sangue. A differenza di altri acari, trascorre la maggior parte del suo ciclo vitale sull’ospite, localizzandosi preferenzialmente alla base delle penne nella zona cloacale. In caso di infestazioni massicce, può diffondersi su altre aree del corpo dell’animale.

Questo acaro rimane sull’ospite per l’intera durata della sua vita, alimentandosi frequentemente. Non mostra un ritmo circadiano definito nelle sue attività di alimentazione e movimento. In assenza dell’ospite, può sopravvivere fino a tre settimane nell’ambiente circostante.

Possibile ruolo come vettore di patogeni

O. sylviarum è un acaro noto per essere un potenziale vettore di microrganismi patogeni che possono compromettere la salute dell’animale infestato. La sua capacità di trasmettere agenti patogeni rappresenta una minaccia significativa per gli uccelli domestici e selvatici.

Rischi per gli animali

L’infestazione di questo acaro compromette il benessere degli uccelli, causando prurito intenso e irritazioni cutanee. Le lesioni provocate dal continuo nutrimento dell’acaro possono indebolire la barriera cutanea, favorendo l’ingresso di agenti patogeni.

Anemia, stress e riduzione della produzione di uova

L’attività ematofaga di questo acaro sottrae una quantità significativa di sangue, portando a forme di anemia che si manifestano con letargia e indebolimento generale. Lo stress cronico derivante dall’infestazione influisce negativamente sul comportamento e sulle funzioni fisiologiche dell’animale, riducendo la deposizione delle uova e peggiorandone la qualità.

Infezioni secondarie e aumento della mortalità

Le ferite causate dai morsi del parassita rappresentano un punto di ingresso per batteri e funghi, aumentando il rischio di infezioni cutanee e sistemiche. In casi gravi, la combinazione di anemia, stress e patologie secondarie può determinare un aumento della mortalità, soprattutto negli esemplari giovani o debilitati.

Rischi per le aziende avicole

Le infestazioni di O. sylviarum rappresentano una minaccia economica significativa per le aziende agricole e zootecniche. La riduzione del benessere animale si traduce in un calo della produzione di uova e in un rallentamento della crescita dei volatili, con conseguente perdita di profitto per gli allevatori.

La gestione di questo parassita è resa complessa dalla crescente resistenza agli acaricidi, che riduce l’efficacia dei trattamenti convenzionali e richiede strategie di controllo più costose e articolate. L’eradicazione completa risulta difficile a causa della capacità del parassita di sopravvivere per lunghi periodi nell’ambiente, rendendo necessarie misure di contenimento continue.

L’impatto sulle aziende avicole si estende anche ai costi indiretti, come le spese sanitarie per contrastare infezioni secondarie e il maggiore impiego di risorse per la gestione dell’igiene degli allevamenti.

Tecniche di disinfestazione

Il controllo di O. sylviarum richiede un approccio integrato che combini metodi chimici, fisici e biologici per eliminare gli acari in modo efficace e prevenire future infestazioni.

Metodi chimici

Gli acaricidi sono tra le soluzioni più utilizzate per contrastare l’infestazione, ma la loro efficacia può essere compromessa dalla resistenza sviluppata dagli acari presenti. Per questo motivo, gli allevatori di pollame devono alternare principi attivi differenti e applicare i trattamenti su tutte le superfici a rischio, inclusi i nidi degli uccelli e le aree di riposo degli uccelli infestati.

Metodi fisici e biologici

L’uso di strumenti come l’aspirapolvere permette di rimuovere manualmente gli acari presenti, soprattutto nelle strutture in cui l’uso di prodotti chimici è limitato. È fondamentale trattare tutte le fessure, poiché gli acari possono nascondersi in piccoli interstizi e riemergere in seguito. Tra le strategie biologiche, l’introduzione di predatori naturali appartenenti alla famiglia Dermanyssidae offre un’alternativa ecologica per contenere la popolazione del parassita.

Prevenzione delle reinfestazioni

Prevenire un’infestazione può essere difficile, specialmente se l’ambiente non viene disinfettato adeguatamente. La sigillatura di ogni fessura, la pulizia regolare e il controllo degli ospiti selvatici riducono il rischio di nuovi focolai. Nei casi più critici, una ditta di disinfestazione può fornire strumenti professionali per affrontare la gravità dell’infestazione e la dimensione dell’area colpita, garantendo interventi mirati e duraturi.

Cosa fare in caso infestazioni gravi

Quando si affronta un’infestazione che non può essere gestita efficacemente con metodi domestici, rivolgersi a professionisti della disinfestazione diventa essenziale. I professionisti sono equipaggiati con conoscenze specializzate e strumentazione adeguata per affrontare situazioni di ogni dimensione, garantendo risultati duraturi e sicuri per gli abitanti dell’ambiente trattato.

Le tecniche impiegate includono l’uso di insetticidi specifici, come larvicidi e adulticidi, mirati a eliminare efficacemente sia le larve che gli adulti. Questi prodotti sono selezionati con attenzione per garantire efficacia nel trattamento e minimizzare l’impatto ambientale, seguendo normative severe che regolano l’uso di pesticidi e insetticidi.

Gli interventi professionali non si limitano all’uso di prodotti chimici; spesso comprendono anche metodi meccanici e biologici per integrare l’approccio di controllo. Questi metodi sono concepiti per essere ecologicamente responsabili, utilizzando prodotti approvati e conformi alle normative del Ministero della Salute.

Affidarsi a professionisti qualificati garantisce anche il rispetto degli standard di qualità come la UNI EN 16636:2015, che assicura pratiche di disinfestazione sicure e sostenibili. Questi professionisti sono in grado di applicare tecniche che minimizzano la tossicità per l’ecosistema circostante, mantenendo al contempo un ambiente sicuro per gli abitanti e gli animali domestici.

Entomologia.it è collegato esclusivamente a una rete di tecnici qualificati per i servizi di disinfestazione in tutta Italia, capaci di effettuare una corretta identificazione delle diverse specie di insetto.

Per richiedere un preventivo gratuito ti basterà compilare il modulo posto sotto o a destra di questo articolo.

Fonti e bibliografia

  • A review of the biology, ecology, and control of the northern fowl mite, O. sylviarum (Acari: Macronyssidae), (Murillo & Mullens, 2017).
  • Host Records for O. sylviarum (Mesostigmata: Macronyssidae) from Birds of North America (Canada, United States, and Mexico), (Knee & Proctor, 2007).
  • Occurrence of O. sylviarum in pet birds from the district of Setúbal, Portugal. (Murillo & Mullens, 2017).
  • Contrasted ecological repartition of the Northern Fowl Mite O. sylviarum (Mesostigmata : Macronyssidae) and the Chicken Red Mite Dermanyssus gallinae (Mesostigmata : Dermanyssidae). (Roy et al., 2010)
  • Abundance and temporal distribution of O. sylviarum Canestrini and Fanzago (Acarina: Mesostigmata) in gray catbird (Dumatella carolinensis) nests. (Garvin et al., 2004).
  • O. SYLVIARUM (ACARI: GAMASIDA: MACRONYSSIDAE) A CAUSE OF PRURITIC DERMATITIS FOR POULTRY FARM WORKERS IN SOHAG GOVERNORATE, EGYPT. (Ahmed & Ahmed, 2020).
  • Temporal changes in distribution, prevalence and intensity of northern fowl mite (O. sylviarum) parasitism in commercial caged laying hens, with a comprehensive economic analysis of parasite impact. (Mullens et al., 2009).
  • Immagine di copertina: kidneymoth