La blatta orientale (scientificamente nota come Blatta orientalis) è uno degli insetti infestanti più diffusi e persistenti negli ambienti urbani. Comunemente chiamata blatta nera o scarafaggio nero, questa specie è strettamente legata ai luoghi umidi e freschi, e rappresenta un serio rischio igienico-sanitario per le abitazioni e le attività commerciali.
Se hai notato la presenza di uno scarafaggio nero comune all’interno di un edificio, è molto probabile che tu abbia a che fare con un’infestazione di blatte orientali. Riconoscerle in tempo serve a poter attuare le giuste strategie di eradicazione.
Come Riconoscere la Blatta Orientalis
Identikit della specie
Identificare correttamente il tipo di infestante è il primo passo per un piano di disinfestazione efficace. Le blatte orientalis hanno caratteristiche fisiche molto specifiche che le distinguono nettamente da altre specie come la Blattella germanica o la Periplaneta americana.
- Colore
Uniforme, che varia dal marrone scurissimo al nero lucido. Da qui deriva il nome popolare di blatta nera. - Dimensioni
Gli adulti misurano solitamente tra i 20 e i 32 millimetri di lunghezza. - Ali e Volo
Sebbene possiedano strutture alari, le blatte orientali non sono in grado di volare. Nel maschio le ali coprono circa i tre quarti dell'addome, mentre nella femmina sono ridotte a brevi squame alari (brachittere). - Forma del corpo
Più tozza e robusta rispetto ad altri scarafaggi domestici.
Differenze con Altre Specie di blatte Comuni
Per capire meglio l’anatomia della Blatta orientalis rispetto agli altri infestanti che potresti incontrare in casa, osserva questo schema comparativo:


Habitat e Comportamento
Dove Vive la Blatta Orientalis?
A differenza di altre specie che preferiscono il caldo secco o le zone alte, la blatta orientale ama il freddo e l’umidità. Preferisce muoversi a livello del suolo o nei piani interrati.
| Zone di Preferenza | Tipologia di Ambienti | Cosa Cerca |
|---|---|---|
| Punti di Accesso | Scarichi fognari, tombini, intercapedini delle pareti | Umidità elevata, vie di fuga protette |
| Aree Domestiche | Cantine, seminterrati, sotto i lavandini, bagni | Oscurità, residui organici, perdite d'acqua |
| Spazi Esterni | Sotto il fogliame, cumuli di legna, aree di compostaggio | Riparo termico durante i mesi caldi |
Nota del Biologo
La Blatta orientalis è un animale prevalentemente notturno. Se noti esemplari che camminano indisturbati in pieno giorno, significa che la colonia ha raggiunto un livello di sovraffollamento critico e i nascondigli principali sono già saturi.
Ciclo Vitale e Rischi Sanitari
La Blatta Orientalis È Pericolosa?
Risposta Rapida
Sì, la Blatta orientalis (scarafaggio nero comune) è considerata pericolosa per la nostra salute. Sebbene non morda e non sia velenosa, la sua presenza costituisce una seria minaccia igienico-sanitaria perché porta molte malattie e causa allergie contaminando cibo, utensili e superfici domestiche.
Il potenziale riproduttivo delle blatte orientali è notevole. La femmina produce delle capsule rigide chiamate ooteche, lunghe circa 10 millimetri, che contengono fino a 16 uova ciascuna. Queste ooteche vengono depositate in luoghi protetti e vicini a fonti di cibo.
Perché la Blatta Nera è Pericolosa?

La biologia di questo insetto lo porta a frequentare costantemente ambienti insalubri come fogne e cumuli di rifiuti. Di conseguenza, il loro corpo diventa vettore di agenti patogeni.
Il contatto con superfici o alimenti può causare:
- Salmonellosi e dissenteria
- Gastroenteriti batteriche
- Reazioni allergiche e attacchi d'asma (provocati dai residui di muta e dalle deiezioni)
Lo Sapevi?
Il curioso (e insolito) uso della Blatta Orientalis in omeopatia

Nella tradizione della medicina alternativa esiste un preparato che prende il nome scientifico di questo insetto.
- Cos'è:
È un rimedio della medicina alternativa che si ottiene triturando l'intero scarafaggio nero ancora vivo. - Per quali disturbi si usa
Viene storicamente consigliato per problemi alle vie respiratorie, in particolare quando si soffre di asma, bronchite, tosse continua, forte fiatone e un grande accumulo di catarro denso. - Perché si usa la Blatta Orientalis
Poiché questo scarafaggio vive e prolifera in posti bui, scarichi e ambienti molto umidi, la tradizione ha pensato di usare il suo estratto per curare quei sintomi respiratori che peggiorano proprio quando ci si trova in stanze piene di umidità o muffa.
Nota Scientifica
Questo utilizzo appartiene esclusivamente alla pratica tradizionale e non ha alcuna validità medica comprovata. Non ci sono prove scientifiche a supporto dell’efficacia o della sicurezza del prodotto. In medicina convenzionale, l’umidità e gli allergeni degli scarafaggi sono invece fattori irritanti accertati che possono aggravare l’asma.
Protocollo di Eradicazione e Prevenzione
Come Posso Eliminare Le Blatte Orientali?
Eliminare una colonia di questo infestante richiede un approccio sistematico. La semplice applicazione di insetticidi contro le blatte da supermercato spesso non fa altro che disperdere la colonia in altre stanze.
Ecco i passaggi raccomandati dagli esperti per risolvere il problema ed eliminare la blatta orientalis:
Scova i nascondigli
Togli cibo e acqua
Chiudi le fessure
Usa il gel mirato
- Scova dove si nascondono (Controllo)
Usa delle trappole appiccicose con un'esca dentro. Mettile nei punti critici come dietro il frigorifero o la lavatrice, vicino agli scarichi in bagno e cucina, e negli angoli bui della cantina. Ti serviranno per capire quante ce ne sono e dove si trova il nido principale. - Togli cibo e acqua (Pulizia profonda)
Devi eliminare tutto ciò che le attira. Pulisci bene anche dietro e sotto i mobili. Non lasciare piatti sporchi nel lavandino durante la notte. Chiudi la spazzatura in sacchetti e bidoni sigillati. Copri o metti via le ciotole con il cibo degli animali domestici dopo che hanno mangiato. - Chiudi tutte le fessure (Sigillatura)
Impedisci loro di entrare o spostarsi. Usa silicone o stucco per tappare crepe nei muri, buchi intorno ai tubi dell'acqua e fessure dietro i battiscopa. Metti delle retine strette sugli scarichi e controlla che la guarnizione sotto la porta d'ingresso chiuda bene. - Usa il gel insetticida (L'esca)
Usa uno speciale insetticida in gel (si compra nei negozi specializzati). Mettine alcune gocce dove passano le blatte. Loro mangeranno il gel, torneranno nel nido e, prima di morire, infetteranno tutte le altre con un effetto a catena, eliminando l'intera colonia.
FAQ
Domande Frequenti sulla Blatta Orientale
Come si chiama lo scarafaggio nero comune?
Lo scarafaggio nero comune si chiama scientificamente Blatta orientalis. Viene comunemente chiamato anche blatta nera o blatta orientale a causa della sua colorazione scura e lucida che lo distingue nettamente dalle altre specie domestiche.
La Blatta orientalis è pericolosa per l'uomo?
Sì, la Blatta orientalis è considerata pericolosa esclusivamente dal punto di vista igienico-sanitario. Questo insetto non punge e non morde, ma il suo stile di vita lo porta a frequentare ambienti insalubri, trasformando il suo corpo in un mezzo di trasporto per batteri e agenti patogeni.
Dove vive e si annida la Blatta orientalis?
A differenza di altre blatte che cercano il caldo secco, la Blatta orientalis predilige ambienti freschi, bui e fortemente umidi. Vive e nidifica prevalentemente a livello del suolo o nei piani interrati. Il suo habitat ideale sono le fognature, tombini, cantine, seminterrati e intercapedini idrauliche.
Cosa mangia la Blatta orientalis?
Si tratta di un animale onnivoro e spazzino estremamente versatile. Si nutre di qualsiasi tipo di residuo organico. Mostra una forte preferenza per gli amidi, i composti zuccherini, i residui alimentari in decomposizione, la carta e persino i rifiuti urbani.
La Blatta orientalis può volare?
Perché non si dovrebbero schiacciare le blatte?
La raccomandazione di non schiacciarle non è legata al rilascio immediato delle uova (che sono protette dentro una capsula rigida chiamata ooteca), ma al fatto che la pressione sul corpo dell’insetto disperde nell’aria e sulle superfici circostanti i batteri e gli allergeni racchiusi nel suo apparato digerente, aumentando i rischi di contaminazione.

