Vai al contenuto

Ameles serpentiscauda: scoperta una nuova specie di mantide

mantide dalla coda di serpente

La mantide dalla coda di serpente, anche conosciuta con il nome scientifico di Ameles serpentiscauda, è una nuova mantide nana rinvenuta recentemente tra la rada e bassa vegetazione delle coste della Sardegna sud-occidentale e che non era mai stata oggetto di studi scientifici fino ad oggi.

Infatti, questa piccola e rara mantide è stata avvistata dopo che per circa quarant’anni non si andava incontro nel nostro Paese ad un nuovo esemplare dell’ordine Mantodea, nel Mondo ci sono solo 2.5oo specie, riscuotendo particolare attenzione anche per morfologia e comportamento distintivi. 

Le mantidi del genere Ameles sono più piccole di quelle appartenenti al genere Mantis, la mantide religiosa è la più celebre, mentre al momento della scoperta della mantide dalla coda di serpente si pensava che essa fosse una Ameles decolor o una Ameles spallanzania, le specie di questo ordine più diffuse sul nostro territorio.

Invece, la denominazione Ameles serpentiscauda si riferisce alla coda di questa piccola mantide che ricorda quella di un serpente e che i maschi di questo insetto impiegano in una caratteristica danza che non è mai stata illustrata in altre specie e oggetto degli studi del Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore.

La scoperta della mantide dalla coda di serpente

La scoperta della mantide dalla coda di serpente è avvenuta nell’estate del 2024, quando l’entomologo Oscar Maioglio stava trascorrendo le vacanze in Sardegna e si è imbattuto per la prima volta in questa mantide nana che aveva della ali diverse rispetto a quelle del suo genere, considerate poco adatte al volo.

Successivamente, l’entomologo ha raccolto altri esemplari di questo insetto per allevarli ed avviare degli studi scientifici con il suo collega Roberto Battiston che hanno dimostrato che si era di fronte ad una nuova specie di mantide mai esaminata prima. Gli studi su questo esemplare sono stati pubblicati nel libro scritto da questo entomologo ed intitolato Ethology Ecology & Evolution.

Grazie anche alle analisi genetiche effettuate presso l’Università di Bologna, si è certificato che si trattava di una nuova mantide del genere Ameles, dando conferma di quanto sospettato al momento della scoperta osservandone la forma delle ali e la fisionomia del suo corpo diversa rispetto ad altri esemplare già conosciuti.

Ad aggiungersi alle differenze genetiche e morfologiche di Ameles serpentiscauda, c’è anche lo studio del suo comportamento mai notato prima nelle altre specie di mantidi e che rendono questa specie ancora più interessante e unica per chi è appassionato o di entomologia, ovvero la danza di serpente dei maschi per evitare il cannibalismo sessuale perpetrato dalle femmine.

Ameles serpentiscauda: la rilevanza scientifica della scoperta

mantide coda di serpenteL’Italia ha una forte tradizione nell’ambito dell’entomologia e la scoperta di questo nuovo esemplare di mantide sul nostro territorio rende particolarmente orgogliosi tutto il settore, spesso il rinvenimento di queste specie viene effettuato all’estero in aree geografiche spesso lontane da noi.

Invece, l’Ameles serpentiscauda è un nuovo insetto che si trova solo in una piccola località sarda e gli entomologi autori di questo rinvenimento sono riusciti a farlo dopo 40 anni dal ritrovamento di nuove Mantis nel nostro Paese, considerate di solito molto schive e solitarie, ma la nuova mantide nana ha dimostrato grandi capacità comunicative.

A livello internazionale, la notizia della scoperta della mantide dalla coda di serpente è stata riconosciuta come un grande evento per la comunità scientifica che dimostra quanto ancora possa essere ricco di novità la natura del nostro Pianeta, non si deve pensare che non ci sia più nulla da svelare in natura.

Gli entomologi nostrani sottolineano che bisogna essere sempre più attenti e curiosi nell’osservazione del patrimonio naturale che abbiamo per essere pronti a nuove scoperte che dimostrano la biodiversità sul nostro territorio e deve essere oggetto di studi scientifici che trovano comportamenti e caratteri mai visti prima in altri insetti già osservati.

La danza nuziale dei maschi di Ameles serpentiscauda

Le fasi del corteggiamento delle mantidi sono più di una semplice formalità propedeutica all’accoppiamento in quanto i movimenti effettuati dai maschi di questa specie servono a distrarre le femmine e ad ammorbidirla, riducendo così il rischio di essere divorata dalle potenziali partner.

Maioglio e Battiston hanno subito osservato che gli esemplari maschi di mantide dalla coda di serpente svolgevano una danza e dei movimenti ancora più particolari rispetto ai colleghi appartenenti al loro genere, diventando così una caratteristica distintiva di questa specie rispetto alle altre.

Infatti, questa mantide nana durante il corteggiamento muove la parte finale del suo addome con fare sinuoso, anche a scatti, effettuando un movimento molto simile all’andatura di un serpente e mai osservato in altri esemplari, il cannibalismo della femmina può avvenire comunque prima o dopo la copula ma i maschi possono terminare l’accoppiamento anche senza testa.

Il comportamento caratteristico dei maschi di Ameles serpentiscauda propedeutico all’accoppiamento hanno fatto sì che questo insetto sia diventato oggetto di studi etologici, genetici, morfologici e anatomici, tutti utili per scoprire la storia evoluta della mantide dalla coda di serpente.

La mantide dalla coda di serpente: una specie rara a rischio estinzione

ameles serpentiscaudaLa mantide dalla coda di serpente è una nuova scoperta che ha riscosso l’entusiasmo degli entomologi per i peculiari tratti morfologici, genetici, anatomici e genetici, ma questo fervore è stato spento dall’approfondimento degli studi su questo esemplare. Infatti, i punti poco incoraggianti sull’Ameles serpentiscauda sono:

  • il carattere endemico della sua presenza, si trova solo in una piccola località costiera del sud-ovest sardo non divulgata per proteggere la specie;
  • la località della Sardegna in cui è presenta questa mantide è lontana da parti della Regione più affollate, ma sta aumentando il turismo in questa zona in cui ci sono anche molti pastori che pascolano le loro pecore e mangiano i cespugli su cui questo esemplare vive;
  • il numero ristretto di esemplari, ce ne sono solo un centinaio di questa mantide nana.

Questo scenario rende la nuova mantide già a rischio estinzione, i fattori appena elencati mettono questa specie in una condizione di fragilità e vulnerabilità e la fanno rientrare nei criteri per un futuro ingresso nella Lista Rossa IUCN, Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Gli entomologi sostengono che se ci fossero minime modifiche alla situazione climatica oppure eventi come incendi o la costruzione di edifici e l’utilizzo differente del terreno un cui è presento l’Ameles serpentiscauda, esse potrebbero farlo scomparire definitivamente. La comunità scientifica assieme alle istituzione dovranno avviare nei prossimi mesi degli studi per approfondire abitudini e stile di vita e prendere delle misure adeguate per proteggere l’habitat in cui risiede per preservare di conseguenza questo insetto raro.